Transfer chirurgico transatlantico, 1850-2000 scambio di esperienze oppure via a senso unico?

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Michael Trede, Nicola Picardi

Ann. Ital. Chir., 2009; 80: 331-334

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L’articolo di Trede getta una luce retrospettiva sui rapporti creatisi sulle due sponde dell’Atlantico a proposito della chirurghi,
a partire dalla sua nascita ufficiale nell’ottobre 1846. Per questo ne ospitiamo con piacere una traduzione nel
nostro Forum. Alla ricerca della nostra più profonda identità di chirurghi non possiamo non ripercorrere con intimo
piacere ed in senso storico le tappe dell’entusiasmante sviluppo della chirurgia, che ha visto la sua culla nella gloriosa
Europa, ed analizzare le trasformazioni storiche e culturali su base anche geografica che hanno plasmato l’attuale realtà
globalizzata. Il progressivo superamento degli arroccamenti nazionalistioci ne è uno degli elemenri costituivi , ma ancora
90 anni fa le vicende storiche influenzzarono negativamente i rapporti scientifici. Oggi sembra incredibile ripensarci,
ma alla fine della prima guerra mondiale venne attuato un ostracismo anche in ambito scientifico per quanto riguarda
la chirurgia nei confronti dei vinti, nonostante che questa ingiustizia etica fosse di fatto formalmente smentita ed in
contrasto col motto costitutivo della Societè internationale de Chirurgie “La Science n’a pas de Patrie”. Ciononostante,
i tedeschi vennero inizialmente esclusi dalla partecipazione a questa nascente società fondata in Belgio, per esserne riammessi
solo molti anni più tardi.
Ma la seconda guerra mondiale purtroppo ha ulteriormente danneggiato la tradizione della chirurgia tedesca provocandone
la polverizzazione , bruciando nel turbine degli eventi bellici gran parte dei più giovani esponenti della chirurgia
tedesca operante, impegnati e divorati dagli scenari di guerra in Europa ed in Africa. Nella ricostruzione postbellici, la
chirurgia tedesca è spontaneamente risorta nella generazione successiva, ma attingendo cultura ed esperienza fuori casa,
nelle scuole chirurgiche americane, cui peraltro venivano applicati con successo il metodo e la tenacia tedesche.
Oggi non ci sono più contrappposizioni ideologiche al di qua ed al di là dell’Atlantico, e la supremazia, o meglio il
successo, è semplicemente la conseguenza non solo della cultura e dei singoli talenti, ma anche della disponibilità delle
risorse tecnologiche, sia pure con il larvato pericolo che il tecnicismo possa appannare, se non spegnere gli entusiasmi
umanistici che sono alla base degli aspetti caritatevoli della chirurgia intesa come terapia.

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