The actual role of classic bilateral cervicotomic approach for primary hyperparathyroidism in the era of minimally invasive surgery

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K.M. SCHULTE, K. CUPISTI, C. DOTZENRATH, J. SCHABRAM, H.D. RÖHER

Ann. Ital. Chir., LXXIV, 4, 2003

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I miglioramenti ottenuti dalle tecniche di localizzazione preoperatoria dell’adenoma paratiroideo e la disponibilità del dosaggio del qPHT intraoperatorio (che consente di dimostrare la completa rimozione del tessuto paratiroideo iperfunzionante) hanno favorito lo sviluppo di procedure operatorie meno invasive, che hanno parzialmente sostituito la classica tecnica di esplorazione bilaterale del collo. Con il presente studio sono stati esaminati 1099 interventi consecutivi di paratiroidectomia per iperparatiroidismo primario eseguiti in un arco di tempo pari a 16 anni: il tasso di guarigione dopo il primo intervento è stato del 97,1%. Da l 1999 al 2001, 200 pazienti sono stati sottoposti ad un’esplorazione bilaterale del collo, e 63 ad una esplorazione unilaterale (33 pazienti sono stati trattati con la paratiroidectomia mininvasiva videoassistita e 30 con paratiroidectomia mininvasiva aperta). Nei rimanenti 200 pazienti l’esplorazione paratiroidea mininvasiva unilaterale non era attuabile per la concomitante presenta di un gozzo (n=102), per la mancanza di localizzazione preoperatoria (n=30), per precedenti di chirurgia tiroidea (n= 10), sospetto di malattia multighiandolare (n=10), o altre cause (n=8). Sebbene l’esplorazione unilaterale consenta un’eccellente percentuale di guarigione nei pazienti anziani, essa non è consigliata nei casi in cui sussista una alta probabilità di coinvolgimento multighiandolare, in presenza di un gozzo o di adenoma paratiroideo di notevoli dimensioni, alti livelli di PTH, mancanza di localizzazione preoperatoria o della disponibilità del qPTH.