Omoinnesti vascolari: riferimenti normativo-legislativi

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E. CAPOCASALE, P. RUBINI, G.C. BOTTA

Ann. Ital. Chir., LXXII, 2, 2001

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Gli autori analizzano i risultati delle esperienze cliniche
riguardanti gli homografts arteriosi e venosi.
Per il trattamento di aneurismi micotici e protesi infette
l’utilizzo di homograft vascolari rappresenta una valida
alternativa ai trattamenti chirurgici convenzionali.
Gli omoinnesti arteriosi di grosso calibro permettono una sicu –
ra ricostruzione in situ, diminuiscono le percentuali di mort a –
lità immediata e a medio termine e di reinfezione; i migliori
risultati sono raggiunti in caso di infezione protesica mentre nei
casi con fistola vasculo-enterica la prognosi resta deludente. Anche
gli homograft arteriosi di piccolo calibro hanno dimostrato risul –
tati soddisfacenti in termini di pervietà anche se sono necessa –
rie ulteriori esperienze e periodi di follow-up più lunghi.
Gli homograft venosi rappresentano una alternativa per la
rivascolarizzazione degli arti inferiori nei casi di assenza
di vena autologa: anche se le percentuali di salvataggio sono
soddisfacenti, la pervietà a lungo termine è scarsa in con –
fronto a quella delle vene autologhe.
Il miglioramento delle tecniche di preservazione, il controllo
farmacologico dei fenomeni di rigetto e le tecniche di bioingegneria costituiscono le future prospettive in questo campo.

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