Home Fascicoli 2003 Luglio - Agosto 2003 Trattamento conservativo dell’arteriopatia cronica ostruttiva con ILOPROST e TRAINING FISICO: valutazione dei risultati ottenuti in cinque anni da uno studio condotto su 360 pazienti
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Il trattamento conservativo… e non… dei traumi chiusi del rene AnnLe occlusioni intestinali non neoplastiche

Trattamento conservativo dell’arteriopatia cronica ostruttiva con ILOPROST e TRAINING FISICO: valutazione dei risultati ottenuti in cinque anni da uno studio condotto su 360 pazienti

Trattamento conservativo dell’arteriopatia cronica ostruttiva con ILOPROST e TRAINING FISICO: valutazione dei risultati ottenuti in cinque anni da uno studio condotto su 360 pazienti

Costo per la stampa di una copia: €25.00


M. Apperti, A. Masella
Con la collaborazione di:
D. Sabia, I. Verde

Ann. Ital. Chir., LXXIV, 4, 2003; Vol. 74 / 4 – pag. 453-458

 

Riassunto

Il trattamento dei pazienti affetti da arteriopatia cronica
ostruttiva resta dal punto di vista clinico una sfida:
l’obiettivo dello studio è confermare l’affidabilità e la siurezza
del trattamento con Iloprost nella pratica clinica
e valutare gli effetti del training fisico, successivo al trattamento
con Iloprost, sia sulla sintomatologia dolorosa
sia sull’incremento dell’intervallo libero da dolore; ed infine
individuare sottogruppi di pazienti con P.A.O.D.
(Peripheral Arterial Occlusive Disease) che maggiormente
possono beneficiare di tale schema terapeutico. 360
pazienti, diabetici e non diabetici, con P.A.O.D. allo stadio
II, III e IV e con sindrome di Buerger sono stati
trattati con Iloprost alla dose massima tollerata:
2ng/Kg/min per 6 ore di infusione al dì, per un minimo
di 1 settimana ad un massimo di tre settimane, con
cicli di terapia ogni 3, 6 o 12 mesi a seconda della risposta
del paziente. Alla fine di ogni ciclo di terapia è stato
assegnato un programma di esercizio fisico (Home
Exercise Program). L’efficacia clinica è stata valutata sulla
base della riduzione del dolore, del consumo di analgesici,
del miglioramento delle lesioni trofiche, della capacità
di deambulazione. Una significativa efficacia è stata
registrata in tutti i pazienti (nessuna differenza è stata
osservata tra pazienti diabetici e non-diabetici). Dopo 5
anni di follow up è stato registrato il 12,2% di amputazioni
maggiori e il 3,6% di decessi. Più del 60% dei
pazienti, a rischio di amputazione all’inizio del trattamento,
era in vita e con un arto vitale dopo 5 anni.
La tollerabilità è risultata completamente accettabile.
Questo studio, infine, ha evidenziato che la terapia infus
i va con Il o p rost associata ad un intensivo pro g r a m m a
di esercizio fisico può port a re già dopo 12 mesi ad un
miglioramento della distanza di marcia dal 50% al
200%.





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